29
Jun
2022
7 Nuraghi da visitare in Sardegna

La civiltà nuragica si sviluppò in Sardegna per circa duemila anni (Età del Bronzo e del Ferro), lasciando un’importante traccia del loro passaggio attraverso i Nuraghi. Queste strutture erano delle case-fortezze costruite con pietre di diverse dimensioni, e disposte in modo da formare un tronco di cono (nella maggior parte dei Nuraghi). Essi si possono suddividere in tre grandi categorie:

  • Protonuraghi 
    I Protonuraghi, con un’altezza massima di 10 metri, presentano una planimetria irregolare con uno o più corridoi. La parte più importante di questi nuraghi era il terrazzo che secondo gli archeologi poteva avere molteplici funzioni. Potevano essere utilizzati sia come ambienti abitativi, che come luoghi di culto o come torri di avvistamento. Solo 300 dei 7000 nuraghi censiti sono classificati come Protonuraghe. 

  • Nuraghe Monotorre 
    I Nuraghi a tholos” rappresentano la quasi totalità dei nuraghi presenti in Sardegna. La torre aveva una forma conica e al suo interno ospitava una o più camere sovrapposte. Per la chiusura veniva utilizzata la “tecnica dell’aggetto”; questa tecnica consiste nella sovrapposizione a giro di pietre, restringendo progressivamente il diametro sino ad ottenere la chiusura del tetto, che avveniva con un’unica pietra. 

  • Nuraghe Complessi 
    I nuraghi complessi sono l’evoluzione dei nuraghi monotorre: alla torre principale venivano aggiunte in un secondo tempo altre torri fino a creare dei complessi bilobati, trilobati, quadrilobati, pentalobati e infine esalobati.

Oggi in Sardegna si contano più di 7000 Nuraghi


Dopo breve premessa, vogliamo mostrarvi i 7 Nuraghi da visitare assolutamente in Sardegna:

  1. SU NURAXI
    Il Villaggio Nuragico di Su Nuraxi si trova a Barumini e risale al 1.500 a.c., nel 1997 è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La struttura del complesso nuragico è composta da una torre centrale a tronco di cono, alta più di 18 metri, con intorno quattro torri unite tra loro da una cortina muraria. Le torri sono comunicanti con un cortile servito da un pozzo. In seguito attorno al nuraghe venne costruito un villaggio con diverse capanne, dove durante gli scavi degli anni 50, diretti dall’archeologo Giovanni Lilliu, emerse che fosse difficile ipotizzare il numero esatto delle capanne che poteva variare dalle 40 alle 200.  Ancora oggi ci sono varie ipotesi sulle funzioni reali del villaggio nuragico, che poteva avere una funzione religiosa o abitativa, oppure quella di una fortezza militare. Oggi il sito nuragico è gestito dalla Fondazione Barumini .

  2. NURAGHE LOSA
    Il nuraghe Losa, situato nel comune di Abbasanta, è uno dei più importanti e meglio conservati monumenti nuragici. Costituito da un mastio e da un bastione trilobato, protetto da un antemurale e da un’ulteriore cinta muraria; all’interno della cinta rimangono resti di capanne circolari. Il mastio risale al XV-XIII secolo a.C., mentre il bastione, l’antemurale e la cinta muraria risalgono al XIII-fine XII . Fu utilizzato anche per scopi funerari come attestano i reperti del VII-VIII secolo. I primi scavi del sito vennero condotti da Leon Gouin negli anni ottanta del XIX secolo e poi da Filippo Vivanet, coadiuvato da Filippo Nissardi, dal 1890 e riguardavano il bastione. Nel 1915, Antonio Taramelli condusse una nuova campagna di scavi portando alla luce nuove strutture ed il villaggio circostante. Negli anni 70 Ferruccio Barreca condusse ulteriori scavi e interventi di restauro, rendendo così visibile il monumento.

  3. NURAGHE ARRUBIU
    Il Nuraghe Arrubiu si trova ad Orroli, nella zona denominata “Su Pranu” e deve il suo nome ai licheni rossi che lo ricoprono quasi interamente; Arrubiu infatti in sardo significa “rosso”. Questo nuraghe è il più imponente monumento della Sardegna, l’unico con 5 torri (pentalobato), e occupa una superficie di circa 5000 metri. E’ costituito da una torre centrale alta 15 metri (originariamente era il doppio), circondata da un bastione pentalobato che a sua volta è attorniato da un antemurale con sette torri collegate da ampie cortine. Nel cortile centrale vi sono una banchina, una cisterna, una zona adibita a focolare e una nicchia. Sull’origine del Nuraghe Arrubiu non ci sono certezze, dovrebbe risalire ad un limitato arco di tempo, fra il XIV-XII secolo a.C. 

  4. NURAGHE LA PRISGIONA
    Il nuraghe La Prisgiona è di tipo complesso ed il sito comprende, oltre al nuraghe, anche un antemurale ed un villaggio con circa 90-100 capanne. Si trova nella valle di Capichera, nel comune di Arzachena, ed è databile al 1400-1000 a.C.. Il nuraghe è costituito da una torre principale circondata da un bastione trilobato. Il mastio, che ha un’altezza di 3,90 metri, è realizzato, alla base, con blocchi appena sbozzati disposti su filari alquanto irregolari, mentre le strutture murarie superiori presentano conci lavorati e disposti su corsi orizzontali. Il bastione è costituito da tre torri e relative cortine di raccordo. Il nuraghe è difeso da una cortina muraria realizzata con grossi blocchi privi di lavorazione e disposti su filari irregolari. Nello spazio compreso tra la cortina e il nuraghe è scavato un pozzo con ghiera. Il complesso nuragico è stato oggetto di diverse campagne di scavo, le prime nel 1959 ad opera di Ercole Contu. Recentemente ci sono stati diversi interventi di restauro ad opera dell’archeologa Angela Antona.

  5. NURAGHE SERUCI
    Il complesso nuragico di Seruci è situato nel territorio di Gonnesa, ed è costituito da una torre centrale (mastio) circondata da cinque torri, alcune delle quali in buono stato di conservazione. Il nuraghe è circondato da un villaggio con circa un centinaio di capanne raggruppate in zone abitative divise da vie interne ormai invase dalla vegetazione mediterranea. Le capanne hanno forma circolare e in alcune di esse si nota l’utilizzo di soluzioni architettoniche che raramente si riscontrano in altri villaggi nuragici; ad esempio l’utilizzo di muri divisori all’interno delle capanne e l’aggiunta di altri ambienti di varia forma attorno ai consueti ambienti abitativi. All’interno del villaggio, nelle vicinanze del nuraghe, si trova una capanna dalle vaste dimensioni che probabilmente doveva avere la funzione di riunire la comunità o una parte di essa; una tomba dei giganti, sepolture nuragiche utilizzate dall’intera comunità, è presente nella collina prospiciente. Gli scavi iniziarono nel 1897 dopo la scoperta del sito da parte di Ignazio Sanfilippo e furono proseguiti nel 1917 da Antonio Taramelli e poi da Vincenzo Santoni negli anni ottanta. 
  6. NURAGHE NURADDEO
    Il nuraghe Nuraddeo è situato al centro dell’altopiano di Pedrasenta, a 335 metri d’altezza, nel comune di Suni. Questo nuraghe è di tipo complesso trilobato, composto da una torre centrale alta 14 metri e costruita con blocchi di basalto di diverse dimensioni. Il mastio è circondato da altre tre torri che costituiscono il bastione. Le torri, unite da una maestosa cortina muraria, sono a pianta circolare e hanno una camera centrale. I recenti scavi hanno messo in luce dei frammenti di sughero disposti lungo le pareti, che se fossero confermati dagli esami del carbonio-14, confermerebbero l’utilizzo del sughero come isolante termico non solo nelle capanne ma anche nei nuraghi. Esternamente al nuraghe troviamo dei resti di muri che potrebbero appartenere a delle capanne. Inoltre tutto intorno sono state ritrovate ceramiche di età nuragica e romana.

  7. NURAGHE GENNA MARIA
    Il nuraghe Genna Maria si trova sulla sommità di un colle della Marmilla, nel comune di Villanovaforru. Il nuraghe, di tipo complesso, è costituito da un mastio centrale alto 9 metri e costruito nel Bronzo medio, a cui si aggiunsero in seguito altre quattro torri e un bastione. Una delle quattro torri venne successivamente sacrificata durante un ulteriore intervento edilizio che vide presumibilmente anche l’edificazione del possente antemurale di forma esagonale. Nella prima età del ferro nel sito si sviluppò un nuovo villaggio. Di grande rilevanza è la cosiddetta “casa a corte centrale”, ampia ben 150 metri quadrati, suddivisa in una serie di ambienti che convergono verso un unico cortile.