5 Cammini per scoprire la Sardegna

La Sardegna offre, agli amanti delle lunghe camminate, numerosi percorsi e itinerari suggestivi. Questi percorsi permettono di apprezzare luoghi insoliti, passando dalla costa all’entroterra, dalle località marittime ai borghi medievali.

<<Uno dei modi migliori per viaggiare è farlo a piedi>>.

I percorsi che vogliamo farvi conoscere in questa mini guida sono cinque:

  1. CAMMINO 100 TORRI

    Il cammino 100 torri è un percorso suddiviso in 8 vie tra i più spettacolari e panoramici per scoprire l’isola. Il cammino, chiamato così per le 105 torri costiere che scandiscono il sentiero, consente partenze da qualsiasi città: Cagliari, Arbatax, Olbia, Castelsardo, Porto Torres, Alghero, Oristano, Carloforte.  Il percorso attraversa l’isola lungo il suo periplo, passando per spiagge, dune, chiese, fari, macchia mediterranea e foreste selvagge. Il cammino può essere percorso solo in alcune delle sue tappe o lungo l’intera costa sarda. 

    https://www.cammino100torri.com/

  2. CAMMINO DI SANTU JACU

    Il cammino di Santu Jacu ripercorre gli antichi luoghi legati al culto di San Giacomo e ai pellegrinaggi che dall’isola partivano alla volta della Galizia. Oltre alle chiese, il percorso attraversa siti preistorici e archeologici, foreste e parchi naturali, aree vulcaniche, zone minerarie, basiliche del romanico e caratteristici borghi. Il percorso completo è lungo 1600 km, di cui 470 km nell’asse centrale tra Cagliari e Porto Torres, 240 km tra Bolotana e Oristano, 300 km tra Ozieri e Olbia, 340 km da Cagliari per il Sulcis fino alle isole di San Pietro e sant’Antioco. 

    http://www.camminando.eu/

  3. CAMMINO DI SAN GIORGIO VESCOVO

    Il Cammino di San Giorgio Vescovo ripercorre gli itinerari dell’omonimo santo. San Giorgio fu il primo vescovo dell’ Ecclesia Barbariensis che aveva sede a Suelli. Il cammino, lungo 300 km, parte da Cagliari, attraversando le colline della regione storica del Trexenta, proseguendo nelle zone più interne dell’Ogliastra, della Barbagia Orientale e del Supramonte fino ad arrivare ad Oliena passando internamente, oppure ad Arbatax passando per la costa.

    http://www.camminodisangiorgiovescovo.it/

  4. CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA

    Il Cammino Minerario di Santa Barbara, santa patrona dei minatori, si sviluppa all’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Il cammino, patrimonio UNESCO, misura 500 km suddiviso in 30 tappe. Si cammina per quasi il 75% del percorso su sentieri, mulattiere, carrarecce e strade carrabili sterrate, mentre il restante 25% è costituito dalle strade lastricate dei centri urbani e da brevi tratti extraurbani con fondo in asfalto. La Tappa 01 parte da Iglesias verso Nebida mentre l’ultima tappa, Tappa 30, porta da Bacu Abis ad Iglesias. 

    https://www.camminominerariodisantabarbara.org/

  5. SELVAGGIO BLU

    Il Selvaggio Blu è uno dei trekking più spettacolari d’Italia e attraversa canyon, scogliere a picco sul mare, grotte, calette, boschi e fiumi nel Golfo di Orosei. Da Pedra Longa, l’itinerario giunge fino a Cala Sisine snodandosi sull’orlo di una falesia verticale e attraversando antichi sentieri un tempo percorsi da pastori e mulattieri. Il Selvaggio Blu è diviso in 5 tappe da percorrere possibilmente in primavera o in autunno. La parte più impegnativa del trekking è quella che da Cala Goloritzè giunge fino a Bacu Mudaloru. Dura circa 6 ore ed alterna tratti a piedi, passaggi di arrampicata e discese in corda.

     

6 Cascate da visitare in Sardegna

La Sardegna è una terra ricca di storia, di natura incontaminata e di spiagge paradisiache. Molti non sanno però che questa terra può vantare numerose cascate, alcune facili da vedere, altre immerse nella natura e visitabili solo attraverso percorsi di trekking. Questa è anche la stagione perfetta per vederle cariche d’acqua, grazie alle intense piogge e temporali di questi giorni. 

<<La Sardegna non è solo spiagge da sogno>>.

Oggi vogliamo consigliarvi 8 cascate da conoscere assolutamente:

  1. Cascata di Capo Nieddu

    La cascata di Capo Nieddu si trova nel comune di Cuglieri in provincia di Oristano. Non capita spesso di vedere un fiume, il Riu Salighes, sfociare direttamente in mare da un’altezza di 40 metri. Questa tipologia di cascata è unica nel suo genere in Italia, e per trovarne di simili bisogna andare nel nord Europa. Il paesaggio circostante è caratterizzato da rocce calcaree alte 60-70 metri e dal colore rosso terra che fanno da contrasto ai colori della folta macchia mediterranea che ricopre l’intera zona. 

  2. Cascata Sa Spendula

    La cascata Sa Spendula è alta circa 60 metri ed è composta da 3 salti, l’ultimo dei quali di circa 30 metri.
    La cascata si trova in provincia di Cagliari, percorrendo la Strada Statale 196 in direzione Villacidro. Questa cascata è una delle poche in Sardegna che scorre durante tutto l’anno, ed il suo nome significa letteralmente cascata. 

  3. Cascata di Muru Mannu

    La cascata di Muru Mannu è situata tra i comuni sardi di Villacidro e Gonnosfanadiga, nella provincia di Cagliari. Grazie ai suoi 72 metri di altezza, è considerata la cascata più alta di tutta l’isola. È originata dal Rio Muru Mannu ed è di carattere torrentizio, quindi il periodo migliore per visitarla è quello che va dall’autunno alla primavera. Il suo nome deriva dal sardo e significa “muro grande”. La cascata può essere raggiunta attraverso un percorso trekking della durata di due ore circa. 

  4. Cascata di Mularza Noa

    La cascata di Mularza Noa, conosciuta anche come cascata di Ortachis, si trova nel comune di Bolotana, nella provincia di Nuoro. La cascata ha un’altezza di circa 18 metri ed è alimentata dal fiume Riu Biralotta.

  5. Su Stampu de su Turrunu

    Nel territorio di Sadali si trova il monumento naturale Su Stampu de su Turrunu, considerato un vero capolavoro naturale. La sua particolarità deriva da un torrente che passa attraverso un tunnel carsico generato dall’erosione dell’acqua, sfociando poi in una piccola grotta. In prossimità de Su Stampu de su Turrunu trovate la grotta Is Janas, un sito naturalistico consigliatissimo da visitare.

  6. Cascata Sa Stiddiosa

    Nel cuore della Barbagia, tra i boschi di Gadoni e Seulo, si trova un posto magico chiamato: Sa Stiddiosa. La cascata alta circa 20 metri e creata dal fiume Flumendosa, deve il suo nome all’acqua che gocciola dalla parete rocciosa, finendo in una piscina naturale sottostante. Sa Stiddiosa è molto famosa per questa caratteristica, ma anche perché è situata in un contesto selvaggio e naturale. 

Il Mare più bello 2021

L’edizione 2021 di “Il Mare più bello”, la guida annuale di Legambiente-Touring Club, vede la Sardegna come la regione più premiata d’Italia. La guida è una raccolta di 45 su 98 tra le più belle zone balneari d’Italia, premiate con il riconoscimento massimo delle “5 vele” e selezionate da Legambiente in base alle caratteristiche ambientali e sulla qualità dell’ospitalità.

<<La Sardegna non può che essere nominata quando si parla di belle spiagge, e nonostante in Italia ci siano oltre 7.000 km di coste, è riuscita a portare sul podio la costa di Baunei>>.

La costa ogliastrina si è classificata seconda dietro solo alla Maremma Toscana. Gli altri litorali sardi premiati sono: Litorale di Chia, Sud Sardegna (4° posto), Baronia di Posada e Parco di Tepilora, Nuoro (6° posto), Gallura costiera e AMP Capo Testa, Sassari (8° posto), Planargia, Oristano (14° posto), Golfo di Oristano e AMP Penisola del Sinis – Isola di Mal Di Ventre, Oristano (16° posto). Vediamo insieme la classifica delle prime dieci:

  1. Maremma Toscana – TOSCANA
  2. Baunei – SARDEGNA
  3. Cilento Antico – CAMPANIA
  4. Litorale di Chia – SARDEGNA
  5. Isola di Capraia – TOSCANA
  6. Baronia di Posada e Parco di Tepilora – SARDEGNA
  7. Isola di Salina – SICILIA
  8. Gallura costiera e AMP Capo Testa – SARDEGNA
  9. Costa d’Argento e Isola del Giglio – TOSCANA
  10. Cinqueterre – LIGURIA

Siamo sulla Luna?

Tranquillo siamo ancora in Sardegna. Ma il Cratere di Cane Malu sembra proprio uno scenario lunare, è fantastico.

Ci troviamo a Bosa, vicino alla piscina naturale di Cane Malu. Una volta superato il porticciolo di Bosa Marina, e dopo aver percorso un breve sentiero, arriverete in questo favoloso paesaggio.

Il cratere ha una circonferenza abbastanza ampia ed è un ottimo spot per realizzare delle foto particolari e lasciare i vostri amici a bocca aperta. A pochi metri di distanza si trova la piscina di Cane Malu, un altro posto davvero speciale. Pensate che la sua formazione è dovuta all’incessante lavoro del mare e del vento che hanno scavato nella trachite bianca, formando una piscina naturale.

Il nome di Cane Malu probabilmente ha a che fare con la forma della roccia che sembra, quando il mare è mosso, la coda di un cane.

Il fondale è scivoloso e pieno di ricci, per questo motivo, vi consigliamo di tuffarvi esclusivamente in assenza di vento e correnti marine. Quando il mare è calmo sembrerà realmente di stare in una piscina.